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Bernina Gran Turismo 2019

Foto e Testo di Tommaso Bertotti

Le nebbie notturne galleggiano annoiate intorno ai fianchi rocciosi delle montagne che delimitano la Val Poschiavo, Cantone dei Grigioni, Svizzera.
Sono le sei del mattino, ancora un’ora e la Strada Principale 29 verrà chiusa al traffico. Bevo un sorso di caffè dal termos mentre dall’abitacolo ancora tiepido guardo il cielo che si rischiara. Studio il percorso, controllo un’ultima volta le impostazioni della D800.
Il sole ha finalmente illuminato le prime vette quando mi incammino verso La Rösa, un piccolo agglomerato di case sulla via che conduce al Passo del Bernina.
I preparativi per quello che accadrà da qui a poco sono nel vivo: auto dell’organizzazione scaricano attrezzature e fotografi, uomini in tenuta da lavoro stanno finendo di piazzare cartelli e gonfiabili in quello che sarà il punto di partenza di una cronoscalata molto particolare. Alle 7 una pattuglia della polizia locale arriva puntualmente a  fermare la normale circolazione.
Il silenzio si fa quasi surreale. Tutto è pronto, tutti attendono.
Poi, un eco lontano: il rombo di un motore di altri tempi che prende vita, qualche centinaio di metri più in quota.
Il Bernina Gran Turismo 2019 è ufficialmente incominciato.
Il ruggito iniziale è diventato un coro, che aumenta di intensità istante per istante. E’ questione di attimi…ad un un tratto una macchia di colore in lontananza rivela un serpentone che procede in fila indiana verso valle. Ancora indistinguibili, le vetture avanzano compatte verso valle, una lenta ma inesorabile processione rumorosa.
Poco a poco le forme si delineano, e inizio a riconoscere forme familiari. Ferrari 250GT Drogo “Breadvan”, GT40 MkIII. Una parata di Alfa Romeo e BMW. Leggende dei rally come Stratos Alitalia e Audi Sport Quattro. L’immancabile presenza delle 911, accompagnate da una squadriglia di 356, altri modelli storici in ordine sparso. Un tripudio di auto vintage che finalmente raggiunge La Rösa, rallenta e inverte la marcia, per schierarsi in attesa dell’inizio alla corsa.
I piloti spengono i motori, scendono dalle auto, alcuni parlano con i meccanici per gli ultimi aggiustamenti, altri controllano in prima persona sotto al cofano. Ridono e scherzano tra loro, pronti ad affrontare la salita. Tutti con la stessa passione, rendendo onore a questi magnifici animali meccanici sottratti alle prigioni della speculazione finanziaria, che li vorrebbe a prendere valore in un garage climatizzato.
Il sole finalmente sfonda la resistenza delle ultime creste ed illumina completamente la valle. E’ il segnale. I motori vengono riaccesi, questa volta non è un eco lontano ma un possente frastuono che fa vibrare lo stomaco: un bambino davanti a me si tappa le orecchie, guarda il padre con occhi spalancati di stupore e felicità per questo spettacolo colorato e tumultuoso.
I piloti si calano nei loro abitacoli stretti, a tratti spartani.
Le visiere si abbassano, gli occhi si fanno concentrati.
Partenza.
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Una alla volta le auto scattano sull’asfalto ancora umido a tratti, affrontano le prime curve con l’incognita delle gomme fredde, come acrobati in equilibrio sul filo dell’aderenza. Le livree si fanno sfumate per la velocità, mentre i piloti sfiorano muretti e guard-rail a bordo strada. Poco alla volta il gruppo si sgrana, la fila in partenza si esaurisce. La quiete torna regina nella vallata, ed io resto a godermi il sole ormai caldo di questo pomeriggio alpino, con la mente rivolta a domani, al secondo round di gare.
Sembra incredibile, ma per chi conosce la montagna non è una sorpresa. Dopo la giornata quasi estiva di ieri, oggi la protagonista è la pioggia: le nuvole non allenteranno la presa, l’asfalto non si asciugherà, ne tanto meno si scalderà. Nonostante tutto, il copione del giorno precedente si ripete. L’eco, il serpentone, lo schieramento. Qualcuno manca all’appello: noie meccaniche, alcuni hanno poca confidenza con l’asfalto bagnato. E’ giusto così, questa non è la gara della vita, qui non si decidono i destini sportivi dell’automobilismo mondiale. E’ un ritrovo tra amici, e se non te la senti di guidare puoi comunque prendere parte a questa fantastica esperienza seguendo con lo sguardo le evoluzioni degli altri, festeggiandoli al traguardo.
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Anche il pubblico è più folto, si deve essere sparsa la voce: i boschetti di abeti intorno alla partenza sono punteggiati da curiosi che sono giunti nonostante il freddo e la pioggia a tratti. Il vapore acqueo si alza dai cofani caldi, i tubi di scappamento gorgogliano nuvolette vagamente azzurrine. Le sagome delle auto sono riflesse sul suolo bagnato e insieme ai fari creano prospettive magiche.
E poi finalmente tutte lo spettacolo dello spray alzato dalle auto in velocità, i giochi di volante e acceleratore per tenere in strada le vetture, per domare motori burberi e carburatori suscettibili.

Il mattino vola, nonostante il clima non proprio amichevole. La corsa finisce e la carovana si dirige a Poschiavo per le premiazioni. Ne approfitto per mettermi in macchina e seguire alcuni di loro nella discesa, mentre penso con orgoglio al piccolo tesoro contenuto nelle Memory card.
Ci vediamo il prossimo anno, Bernina Gran Turismo.

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