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FOTOGRAFARE AL BUIO (PARTE 1)

1/ INTRODUZIONE

La luce è probabilmente l’elemento principale dell’arte fotografica, quello che fisicamente ci permette di realizzare le immagini. Non è quindi una sorpresa che scattare quando è buio o quasi sia una delle situazioni più difficili dal punto di vista tecnico. Allo stesso tempo però è anche un’occasione per essere molto creativi.
Essenzialmente ci sono due approcci alla fotografia in condizioni di luce scarsa. Il primo è quello che potremmo definire passivo, che sfrutta la (poca) luce disponibile. Non è diverso da quello che capita di giorno, ma le impostazioni sono decisamente più limitate e più “spinte”, specifiche. Il secondo approccio è invece attivo, perché per ottenere lo scatto illuminiamo la scena con una o più sorgenti luminose che non sono necessariamente presenti in origine (anzi, non lo sono quasi mai). 
Ora analizziamo quest’ultimo, ci occuperemo del primo più avanti.

2/ ILLUMINARE

Fondamentalmente possiamo sfruttare due tipi di luce: continua e flash. Entrambe hanno pregi e difetti. La luce flash (un impulso istantaneo) garantisce generalmente più potenza, quindi più capacità di illuminazione, e permette di “congelare” il movimento, se necessario. Oltre a questo, la potenza elevata permette di utilizzare questo tipo di luce anche per realizzare scatti in condizione di luce normale. Per contro è difficile visualizzare il risultato finale prima dello scatto vero e proprio, se non con particolare attrezzature dotate di luce pilota (che comunque fornisce solo una approssimazione). E ancora, se la scena è troppo buia, la messa a fuoco può essere difficoltosa.
Le opzioni per la luce flash sono due: flash portatili e luci da studio (che possono essere in realtà anche loro più o meno portatili)

Passando alla illuminazione continua, questa permette una valutazione immediata del risultato finale, e quindi una più facile regolazione delle luci in scena. Inoltre è la scelta preferenziale quando vogliamo utilizzare la tecnica del light painting. La potenza però non è solitamente sufficiente a garantire tempi di scatto rapidi, quindi sarà necessario utilizzare un treppiede (è comunque consigliabile anche se si usa il flash, nella maggioranza delle situazioni) o perdere in qualità aumentando gli ISO. Grazie alla diffusione sempre maggiore e alla diminuzione dei prezzi, oggi possiamo dire che la scelta obbligata in ambito luce continua cade sulle soluzioni a LED.

3/ flash

La luce flash è stata, e probabilmente è ancora, la soluzione più diffusa, per via della versatilità. Il suo contro principale, ossia quello dell’impossibilità di ottenere un’anteprima, è in realtà un problema relativo, perchè nell’era del digitale possiamo fare tutte le prove che vogliamo a costo zero…

Il flash che tutti abbiamo a disposizione è quello integrato in praticamente tutte le macchine fotografiche. Mi spiace dirvi che è anche praticamente inutile come flash, specialmente per la fotografia al buio. Non può essere orientato, ne’ focalizzato, e può montare accessori solo con improbabili accrocchi. Questo si traduce in immagini con una luce molto dura, ombre corte e nette e una portata della luce molto limitata. Va bene per foto di emergenza, non certo per foto di qualità.

Un flash per fotocamera (da montare sulla slitta sopra il mirino, per intenderci) con testa orientabile è il primo passo per ottenere immagini di qualità con un flash. Orientare il flash vi permette di avere il controllo sul fascio di luce, in modo da ottenere una luce più o meno diffusa (ad esempio sfruttando il rimbalzo della luce su un muro bianco, o sul soffitto). Questo tipo di flash può poi montare accessori standard, come diffusori, filtri etc. Il range di prezzo è molto ampio, e dipende essenzialmente dalla potenza, e dalle automazioni ed integrazioni: un flash totalmente manuale universale, che è ottimo quando si ha tutto il tempo per provare diverse impostazioni, come lo Yongnuo 560, resta sotto i 100€, mentre un flash TTL (automatico, in pratica) come il Nikon SB-700 o il Canon Speedlite 470EX si aggirano intorno ai 300€. I top di gamma superano agilmente i 600€.

Lo step successivo è aggiungere flash e… allontanarli dalla macchina fotografica. Praticamente tutti flash possono essere utilizzati “off-camera”, questo consente la massima libertà creativa in termini di illuminazione della scena: si può ad esempio simulare la luce che entra dalla finestra, creare un aura dietro il soggetto, evidenziare al meglio determinate forme sfruttando luci ed ombre, e così via.
Cosa serve per comandare a distanza un gruppo di flash? Anche qui a seconda di quali funzionalità volete, occorre pagare. Il livello base è gratuito: tutti i flash come quelli descritti poco fa hanno integrata una fotocellula che li attiva: basta il flash integrato per far scattare il lampo. Molto più potenti i flash trigger a radio frequenza, che non richiedono il contatto visivo tra flash, come la fotocellula. Molto utili ma economici come prezzo d’attacco, si parte da meno di 50€ per poter controllare 2 flash (come con questo kit, molto basico ma funzionale). I modelli più avanzati possono invece comunicare tra loro mantenendo gli automatismi automatico anche nelle situazioni con più flash. Volendo, se la logistica lo consente, al posto dei flash da fotocamera si possono usare dei lampeggiatori da studio come gli Elinchrom, che integrano tra le altre cose una luce pilota per simulare la luce del flash in luce continua.
Dal punto di vista degli accessori, si ha la massima scelta tra stativi, diffusori, softbox, eccetera. 

4/ led

Come accennavo, i LED hanno iniziato ad essere negli ultimi anni di utilizzo comune nell’illuminazione fotografica. La tecnologia che sfruttano permette un’eccellente conversione dell’elettricità in luce, pertanto i LED non scaldano, con tutto quel che ne consegue, in termini di risparmio e sicurezza.
Possiamo trovare due formati, a seconda di come sono disposti I LED. Il primo e il più comune è senza dubbio il faretto (che è molto utile anche se fate video), ne esistono oramai di molto economici, che fanno molta luce, e sono facilmente gestibili vista la loro leggerezza e compattezza. Alcuni sono anche in grado di produrre luce colorata senza l’uso di filtri, come questo Neewer. Come luce di scena alternativa ai flash off-camera visti prima è sicuramente preferibile il faretto.

I led organizzati a barra invece sono decisamente più adatti al light painting, perchè permettono un migliore direzionamento dinamico della luce. Forse la prima barra led usata in automotive è stata la Westcott ICE, molto professionale ma anche molto costosa. Oggigiorno si possono acquistare delle versioni molto più economiche, come la Yongnuo YN360, che non garantiscono una luce uniforme come quella della ICE, ma sono perfettamente in grado di produrre ottimi risultati.

5/ cosa scegliere

Per iniziare a sperimentare con la luce, la luce continua è sicuramente la cosa più semplice, e forse anche economica. Potrete fare pratica con il posizionamento delle luci, cosa che vi servirà anche nel caso doveste poi passare al flash, se scegliete per dei faretti RGB anche con il colore, e infine potrete adoperare con successo la tecnica del lightpainting. Se siete interessati anche all’aspetto video, la luce continua sarà una scelta obbligata.

Con i flash la curva di apprendimento è più lunga, ma rispetto alla luce continua la maggior potenza permette applicazioni sono più vaste: possono essere usati anche nella fotografia ad alta velocità, o durante il giorno. Se siete interessati solo alla fotografia vi conviene orientarsi prima o poi verso il flash, e fare ricorso alla luce continua solo per situazioni particolari, come appunto il light painting.

the Soulful Driver

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