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1/ INTRODUZIONE

Uno strumento che non deve mancare nella vostra attrezzatura è il treppiede. A parte essere indispensabile per scatti in notturna o per tecniche come il virtual rig shot, un treppiede aumenta notevolmente la possibilità di ottenere immagini nitide anche in condizioni di luce normale.
Quello che comunemente chiamiamo treppiede è costituito in realtà da due parti: il treppiede vero e proprio, e la cosiddetta testa, quella dove fisicamente ancoriamo la macchina fotografica.
Vediamoli nel dettaglio.

2/ TREPPIEDE

Non che ci sia molto da descrivere qui, tutti i treppiedi sono costituiti da tre gambe retrattili. Caratteristica chiave del treppiede è la portata massima, ossia il peso massimo in grado di sopportare con prestazioni di smorzamento delle vibrazioni e stabilità ottimali. In linea di massima, maggiore è la portata e più grande e pesante è il treppiede. Ovviamente non è solo la portata a determinare il peso, che è chiaramente influenzato anche dalle caratteristiche costruttive. Fondamentalmente queste sono due: il materiale utilizzato, e il numero di sezioni che compongono le gambe.

Partiamo dal materiale: anche se sono sicuro che con un po’ di impegno si troverebbero produttori che usano materiali molto più esotici, la scelta tipica è tra alluminio e carbonio, con quest’ultimo sempre più in voga, non solo per l’alta gamma. 
Il vantaggio principale del carbonio è il peso, a parità di portata. Prendendo ad esempio il classico Manfrotto 190 (un cavalletto di categoria compatta) con portata 7kg, la sua versione in allumino pesa circa 2kg, mentre l’equivalente in carbonio 1.6kg, ossia il 20% in meno. A seconda di quanto si è disposti a spendere, si può trovare ancora di meglio sia in termini di portata che di leggerezza: il limite principale del carbonio è proprio il prezzo, elevato. Un’altra problematica che può avere il carbonio è quella della fragilità in caso di urti importanti, ma se non scaricate l’attrezzatura gettandola a terra con violenza non avrete problemi.

Per quanto riguarda il numero di sezioni, solitamente la scelta è tra 3 e 4, in qualche caso si arriva a 5. Spesso lo stesso modello di treppiede viene proposto in varianti con diverse sezioni. Il vantaggio di aumentare il numero di sezioni è che si ottiene una maggiore compattezza del cavalletto da chiuso, e quindi il trasporto risulta più agevole. Il rischio di aumentare troppo le sezioni è quello di ridurre la rigidità e quindi la portata massima, a parità di peso. Per la stessa ragione è ancora più importante che la qualità costruttiva sia elevata. Per finire, aumentando il numero di sezioni crescerà anche il tempo necessario a preparare il cavalletto.

3/ TESTE fotografiche

Qui le cose si fanno interessanti. La testa fotografica vi permette di regolare l’inquadratura della macchina fotografica fissata su un treppiede. A seconda delle necessità, potete scegliere di montare sul vostro treppiede teste specifiche che sfruttano metodi di regolazione diversi. Vediamole.

La più comune in commercio probabilmente è la testa a sfera. Come suggerisce il nome, la costruzione si basa su un giunto sferico, che viene bloccato usando una leva o una ghiera una volta raggiunta l’inquadratura desiderata. Con questa testa la macchina fotografica è libera di ruotare in tutte le direzioni contemporaneamente. Esistono svariate versioni, le più semplici come la Manfrotto 490 sono totalmente meccaniche, mentre in quelle più avanzate come la Manfrotto 468 il sistema di blocco può integrare una frizione per permettere una maggiore precisione di inquadratura.
I punti forti di questa tipologia di testa sono l’estrema compattezza e la rapidità con cui si può passare da una inquadratura all’altra. Per contro non è il massimo della precisione: ottenere esattamente l’inquadratura desiderata è meno facile che con altre teste, visto che le regolazioni fini sono difficili se non impossibili.

Un’altra molto diffusa è la testa fluida (anche nota come testa video). Il movimento di inquadratura si controlla con una leva, che viene utilizzata anche per il bloccaggio. Un esempio di questa categoria è la Manfrotto MVH400AH. Rispetto alla testa a sfera, il movimento continuo è limitato a due gradi di libertà, mentre l’inclinazione, se regolabile, è controllata separatamente. Per questa ragione è più indicata per chi fa video, che non per chi fa fotografia. Una via di mezzo tra sfera e fluida è la testa a joystick, ma personalmente continuo a preferire la sfera classica.

Un terzo tipo è la testa a tre vie, come la Manfrotto MHXPRO-3W. Rispetto alle due viste in precedenza, con questa si ha una maggior precisione di inquadratura, perché si possono regolare i tre gradi di libertà in maniera separata, con l’utilizzo di 3 manopole. Dovendo regolare i movimenti uno alla volta si perde chiaramente in velocità di utilizzo. Una variante molto più precisa (e molto più lenta da usare) è la testa a cremagliera (es.: Manfrotto 410), nella quale le manopole sono sostituite da ingranaggi di precisione. E’ fantastica per scattare in macro, ed è anche molto usata per architettura, ma è di fatto inutilizzabile per soggetti in movimento.

Per finire, la più specialistica, perché è utilizzata in maniera quasi esclusiva per i super-teleobiettivi. Si tratta della testa a bilanciere, o gimbal. Una volta regolata (operazione che va effettuata ad ogni cambio di obiettivo) Questo tipo di testa permette di posizionare il baricentro del sistema macchina+obiettivo sia nel centro di rotazione, permettendo così di avere una gestione molto facile del peso. Ci sono design differenti, il più comune è quello monobraccio, come la Benro GH2

Ora che abbiamo visto assieme cosa offre il mercato, passiamo ai consigli su come decidere cosa mettere in corredo.

4/ LA PORTATA MASSIMA

Prima di tutto serve capire l’unico requisito tecnico fondamentale, il carico massimo: pesate la combinazione macchina-obiettivo-accessori più pesante che avete in mente di utilizzare sul treppiede, sarà il vostro valore di riferimento. A questo punto verificate che la portata massima della testa che volete acquistare sia di almeno il 50% superiore al carico massimo. Fate la stessa cosa anche per il treppiede, prendendo anche qui un margine del 50%. Attenzione che in questo caso oltre al carico massimo va considerato anche il peso della testa!

Facciamo un esempio pratico. Macchina fotografica e obiettivo pesano pesano 3kg, la vostra testa dovrà avere una portata di almeno 4,5kg. Supponiamo che la testa pesi 1kg: il treppiede dovrà quindi sostenere 3kg+1kg. Applicando il 50% anche qui, avrete che la portata massima necessaria del treppiede sarà di 6kg.

Perché applicare un margine di sicurezza del 50%? Perché i dati dichiarati dal costruttore sono quasi sempre rappresentativi di condizioni ideali, ma spesso nella realtà ci sono fattori di disturbo (ad esempio il vento, o un baricentro del sistema molto decentrato). Prendersi un margine aiuta a mantenersi in condizioni di performance ottimali anche in presenza di questi fattori.

Cosa succede se non rispettate la portata massima? Se la sforate di poco, il rischio è di avere un supporto che non smorza bene le vibrazioni, e quindi di vanificare la presenza del treppiede. Certo, in molte situazioni il risultato sarà comunque migliore dello scatto a mano libera, ma non perfetto come sarebbe stato rispettando la portata.
Quando invece sforate di tanto la portata massima, mettete a rischio l’attrezzatura: pericolo di ribaltamento e danneggiamenti dei meccanismi della testa sono possibilità concrete.

5/ COME SCEGLIERE

Partiamo dalla testa. Al 99% una testa a sfera sarà probabilmente l’unica di qui avrete bisogno. Se siete agli inizi, diciamo pure che la percentuale sale al 100%. Quando parliamo di scatti statici, la precisione è adeguata per le inquadrature larghe, e con un po’ di sensibilità si riesce ad ottenere la composizione desiderata anche sui dettagli, il tutto in maniera molto rapida ed efficiente. Se non fate un uso intensivo di tele-obiettivi particolarmente pesanti, una testa a sfera sbloccata vi darà una mano anche nelle riprese dinamiche.

Se trascorrete ore in pista, invece, probabilmente otterrete un grosso beneficio dall’utilizzare un gimbal, specie se scattate con focali maggiori di 300mm (sotto questo valore si riesce in genere a gestire tutto ancora con una testa a sfera).

Personalmente sconsiglio le teste a tre vie, che danno poco valore aggiunto rispetto a una testa sfera e sono anzi più scomode nell’uso dinamico. Tuttavia, una testa a cremagliera potrebbe essere un’opzione se avete solo scatti statici (ad esempio un servizio in studio) e molto tempo per lavorare sulle inquadrature.  .

Per quel che riguarda il treppiede, fatto salvo il discorso sulla portata massima, la scelta dipende solitamente da quanta fatica volete/dovete fare nel trasporto. Se viaggiate molto, un treppiede grande e pesante risulta a lungo andare ingestibile: nonostante il costo elevato, un 4 sezioni in carbonio con una portata “giusta” potrebbe rendervi la vita molto più felice. D’altra parte, se i vostri lavori si svolgono a pochi metri dal baule dell’auto di appoggio dove tenete tutta la vostra attrezzatura, un comune 3 sezioni in alluminio dalla portata anche abbondante potrebbe essere una soluzione economica e prestante.

Io ho seguito proprio l’ultimo approccio. Ho deciso per un Manfrotto 055 in alluminio, e con i soldi risparmiati ho acquistato la già menzionata Manfrotto 468,  che con obiettivi non troppo pesanti è decisamente più precisa delle teste a sfera normali.

Per finire, due parole sul discorso budget. Oggigiorno è possibile acquistare prodotti cinesi che vantano caratteristiche tecniche estremamente elevate ad un prezzo ridicolmente basso. Il problema di questi prodotti è che spesso a differenza delle marche conosciute (che fabbricano anche loro in Cina, beninteso) la qualità sul lungo periodo è pessima: appena arrivato e nei primi utilizzi il prodotto sembra valido, ma con un utilizzo anche leggero, le parti iniziano a prendere gioco, le viti si smollano, e in breve tempo vi ritrovate con qualcosa di inutile.
Visto che il treppiede e la testa sono accessori che durano potenzialmente per tutta la vostra carriera di fotografo, il mio consiglio è quello di non andare troppo al risparmio. Manfrotto e Benro sono due marche ottime che offrono soluzioni di ingresso anche per chi inizia, mentre uno step sopra si trova Gitzo, oltre a tanti altri marchi come Arca Swiss o Really Right Stuff a prezzi però decisamente più elevati. 

Scegliete consapevolmente senza fare attirare da affari incredibili o da performance strabilianti, e divertitevi!

the Soulful Driver

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