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1/ INTRODUZIONE

Quando si fotografa è bene non limitarsi a rappresentare l’aspetto estetico del soggetto, ma caratterizzare anche il suo carattere, la sua funzione. Le automobili hanno nella loro natura il concetto di movimento, di velocità: Scattare solo foto di auto parcheggiate, per quanto possano essere belle, è limitante. Cercate sempre di fotografarle anche e soprattutto in un contesto dinamico. Una delle tecniche che ci permettono di fare questo è senza dubbio il Panning.

2/ Cos'è il panning

Panning è un termine in inglese che significa letteralmente fare una panoramica, ed è riferito proprio al movimento che si fa scattando. Una fotografia scattata così si riconosce subito: la vettura è tipicamente ripresa di lato, e appare nitida su uno sfondo sfocato dalla velocità

Nella fotografia che si occupa di Motorsport praticamente tutte le immagini dinamiche sono ottenute mediante questa tecnica, che è applicabile in molte situazioni, e soprattutto non ha bisogno di particolari attrezzature o set-up.

3/ COme si fa

Scattare un Panning è concettualmente molto semplice. Occorre mettersi il più possibile lateralmente rispetto alla traiettoria dell’auto e seguirla nel suo movimento attraverso il mirino della macchina fotografica, scattando con tempi relativamente lunghi. Un trucco è utilizzare come riferimento i punti di messa a fuoco all’interno del mirino per mantenere la vettura in posizione. È importante che la traiettoria sia il più costante e prevedibile possibile, e se si vuole ottenere la massima nitidezza che la distanza rispetto al fotografo non vari troppo.

Per padroneggiare la tecnica è richiesta una buona dose di pratica, imparare a gestire il movimento in maniera fluida e continua non è immediato, così come mantenere la posizione del soggetto nel mirino quando questo si oscura durante gli scatti.

4/ QUALI SONO LE IMPOSTAZIONI

Si può scattare in modalità Manuale o con Priorità di Tempo: almeno all’inizio vi consiglio la seconda opzione. Scegliete il tempo di esposizione in base alla velocità del mezzo che state fotografando, e alla distanza a cui vi trovate. Un approccio valido può essere quello di fare scatto di prova a 1/50s, anche senza vettura, cercando di immaginare la velocità con cui questa passerà in quel punto. Se il risultato è troppo statico, aumentate il tempo di esposizione, viceversa, se vedete che nel mosso fate fatica ad ottenere delle tracce regolari, accorciate il tempo di esposizione. Di solito è più facile realizzare scatti ben riusciti se il soggetto è molto veloce, perché è più semplice effettuare un movimento fluido e continuo: se ne avete la possibilità dite al guidatore di far correre quella macchina!

Usando la Priorità di tempo, controllate quale valore di diaframma assegna la fotocamera: l’ideale è avere una buona profondità di campo, per cui se il valore impostato è troppo basso aumentate gli ISO di quanto basta. Un esempio pratico: 

  • Imposto al sensibilità a 100 ISO.
  • Scelgo 1/50s come tempo di scatto.
  • L’esposimetro della macchina fotografica imposta l’apertura a f 2.8, la profondità di campo è scarsa
  • Aumento gli ISO a 800
  • L’esposimetro re-imposta l’apertura a f 8, che da una profondità di campo sufficiente.


Nel caso opposto, ossia diaframma troppo chiuso, avrete un’ottima profondità di campo, ma rischiate di avere l’immagine degradata dalla diffrazione. In questo caso seguite l’approccio contrario, diminuendo gli ISO per fare aprire quanto basta il diaframma.

Ci sono casi in cui la luce è troppa e abbassare gli ISO e chiudere il diaframma non basta. In questi casi, se non potete rimandare gli scatti a quando la luce sarà più tenue, dovrete ricorrere a filtri ND (un filtro ND 8 come questo Gobe è solitamente sufficiente).

Per quanto riguarda la messa a fuoco, scegliete una modalità di messa a fuoco continua, in modo da compensare il soggetto in movimento. In alternativa potete mettere a fuoco preventivamente nel punto esatto in cui scatterete la foto: se non siete molto vicini o il diaframma è molto chiuso, otterrete risultati analoghi (si, la fotografia d’azione si può fare tranquillamente senza autofocus).

Infine la raffica: non è necessario scattare mille foto consecutive, ma è a volte è utile per aumentare le chance di ottenere uno scatto perfetto, specie quando si provano tempi di esposizione davvero lunghi.

5/ PRO E CONTRO

Il punto chiave a favore del panning è sicuramente la semplicità. È una tecnica che non richiede personale di supporto, né attrezzature dedicate.
È poi una tecnica che si presta a sperimentazioni artistiche, allungando molto l’esposizione: date un’occhiata alla produzione di Camden Trasher per capire cosa intendo.

Per contro, se si vuole ottenere un’immagine in cui la vettura sia completamente nitida la scelta delle inquadrature è limitata in pratica alle vista laterali. Allontanandosi dalla scena e utilizzando un teleobiettivo spinto (cosa non sempre possibile) si può osare fino ad una inquadratura da 3/4, mentre a distanze medio-basse bisogna mettere in conto che solo una parte della vettura sarà nitida in maniera accettabile.

6/ oltre il panning

Quando vogliamo rendere il movimento, sempre sfocando lo sfondo e lasciando nitida solo la vettura, abbiamo a disposizione anche altre tecniche. Sono principalmente due:

  • Rolling o Tracking Shot
  • Rig Shot


Nel Tracking Shot il fotografo con la sua macchina fotografica si trova su un mezzo di supporto che viaggia alla stessa velocità della vettura da fotografare. Quando vedete un fotografo seduto nel baule di una macchina inseguita da una supercar, sta probabilmente usando questa tecnica. Rispetto al panning, le inquadrature possono essere molto più varie.

Nel Rig Shot il principio è lo stesso del Rolling, ma la macchina fotografica viene fissata con una struttura (il rig appunto) direttamente alla vettura da fotografare. Usando spostamenti minimi mentre si scatta con tempi di esposizione molto lunghi, si ottengono risultati simili al Rolling, in maniera molto più controllata.

Sia Panning che Tracking Shot possono essere replicati più o meno realisticamente via software, a partire da scatti a vettura ferma. I software utilizzatibili sono l’onnipresente Photoshop e lo specialistico Virtual Rig. Lasciando da parte le pippe mentali dei puristi, il vantaggio dell’utilizzo delle tecniche virtuali si ha quando fare un Panning o un Rolling è impossibile, costoso, o poco flessibile: andremo nel dettaglio in un articolo dedicato!

Ora che ne sapete di più sul Panning, prendete la macchina fotografica e andate a fotografare!

the Soulful Driver

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